Corte Fornaci
Benvenuti a Corte Fornaci, “dove tutto è pace…”


Benvenuti a Corte Fornaci
Corte Fornaci è un tipico esempio di architettura rurale settecentesca, con la corte padronale, la chiesetta e la cinta muraria, a fianco della quale sorge la corte della mezzadria in cui ho ristrutturato uno degli edifici anticamente adibiti all’attività agricola, e ho voluto adibirlo ad ospitalità dotandolo dei più moderni comfort.
Che siate in viaggio per diletto o per lavoro, siete i benvenuti a Corte Fornaci!
Tutto inizia nel 1740
Corte Fornaci, che sorge nell’omonima località ad Est di Villafranca tra la via Postumia e la Grezzanella, è vincolata dalla Sovrintendenza dei Beni Artistici e Ambientali per il complesso della corte settecentesca (1740 circa), e costituisce un autentico gioiello storico nel tessuto territoriale veronese con le meridiane e la chiesetta.
Le cinque meridiane furono progettate verosimilmente da Scipione Maffei con gli astronomi Guglienzi e Seguier, per la Famiglia Betti (all’epoca proprietaria del fondo). Una di queste meridiane è considerata unica al mondo, perché, secondo l’esperto valdostano Riccardo Anslemi, si tratterebbe di un orologio lunare di cui non esistono altri esemplari.
La chiesetta è dedicata a San Giovanni Nepomuceno, patrono di Boemia e Slovacchia, e invocato per la protezione dalle alluvioni.
I miei avi acquistarono la tenuta agricola nel 1870 circa, e nei primi anni del Novecento, la casa era diventata un vivace salotto artistico, frequentato da illustri personalità tra cui in particolare Berto Barbarani, Angelo Dall’Oca Bianca, Gino Bogoni e Orazio Pigato.




Gli anni recenti
Nel 2008 durante i lavori di scavo vicino alla limitrofa corte della mezzadria, venne ritrovato un muro realizzato in sassi e mattoni, posizionato alcuni metri sotto il livello del terreno agricolo. L’intervento degli archeologici portò alla luce una struttura muraria a pianta rettangolare, di circa 5 per 6 metri, uguale alle fornaci romane trovate in via Albere a Verona. La leggenda narra che in questa località vennero prodotti i mattoni con cui fu costruito il Castello di Villafranca nel Medioevo.
Nel 2024, grazie all’opera di restauro curata da mio zio Piero, è stato realizzato un museo per rendere omaggio alle opere dei miei nonni, lo scultore Luigi Spellini e la pittrice Valentina Sartorelli. Il museo e la corte sono visitabili su appuntamento.